I belli guadagnano di più?
CareerBuilder
Avete presente il tipo di donna che potrebbe presentarsi a una riunione del consiglio di amministrazione con una
borsa di carta e riuscire comunque ad apparire bella e assolutamente professionale? Come se non fosse già
abbastanza irritante l'odiosa piattezza del suo addome nonostante non si neghi neppure i dolci alla panna, salta
fuori che la splendida collega potrebbe anche guadagnare più di altre malcapitate, meno favorite da madre natura.
L'aspetto può incidere in modo diretto e significativo sul conto in banca del dipendente secondo quanto emerge
dalla ricerca che Daniel Hamermesh e Jeff Biddle hanno pubblicato sul Journal of Labor Economics. Le persone di
bell'aspetto guadagnano circa il 5% in più l'ora dei colleghi meno attraenti, a loro volta pagati un 9% in più dei
dipendenti di aspetto più ordinario.
Ciò significa che se una persona normale guadagna 40.000 Euro l'anno, una più bella se ne aggiudica 42.000
mentre una più brutta si porta a casa solo 36.400 Euro.
I dipendenti meno attraenti rischiano inoltre di ricevere promozioni con minor frequenza di quanto non accada ai
loro parigrado più avvenenti.
Steven D. Spitz, D.M.D. e proprietario di Smile Boston, uno studio di odontoiatria estetica, racconta di un cliente
che desiderava che la sua segretaria si facesse risistemare la dentatura ed era addirittura disponibile a pagare lui
l'intervento, a condizione che la segretaria lo chiedesse.
"Riteneva che la donna fosse perfetta per il lavoro che svolgeva e lui stava per essere promosso all'interno
dell'organizzazione ma non poteva portarsela dietro, a causa del pessimo stato dei suoi denti" conclude Spitz.
La segretaria non si presentò mai a chiedere il lavoro e Spitz ignora cosa ne è stato della sua carriera.
I belli sono anche più bravi?
Resta da dimostrare se l'avvenenza delle persone si traduca anche in una maggior produttività ma, secondo una
ricerca di Hamermesh e Amy Parker della University of Texas di Austin, gli studenti valutano in modo decisamente
più positivo i professori con un aspetto gradevole rispetto a quelli meno attraenti.
Eppure molti esperti mettono in guardia dall'attribuire eccessiva importanza alla bellezza sul luogo di lavoro,
argomentando che anche se serve per entrare, non è detto che consenta di andare molto oltre.
"Una persona può essere bella da levare il fiato e sprecare questa qualità in soli cinque minuti comportandosi con
apparente superiorità o in modo volgare o provocante", afferma Francie Dalton, Presidente di Dalton Alliances Inc.,
uno studio di consulenza che fornisce agli executive la formazione necessaria per trattare con clienti C-level
(dirigenti ai massimi livelli).
"Anche se sono fermamente convinta che l'aspetto sia la prima cosa che si nota, non ritengo che possa far passare
in secondo piano competenze, capacità di rapporto interpersonale e altri fattori", ribadisce.
Richard St. John, autore di "Stupid, Ugly, Unlucky, and RICH," (Insulso, brutto, sfortunato e RICCO) si dice
talmente scettico del legame tra bell'aspetto e competenza da scegliere spesso per l'incarico il candidato più
svantaggiato dal punto di vista estetico.
"Non sto dicendo che l'aspetto non aiuta quando devi invitare fuori qualcuno", ribadisce St. John, "ma non serve
per avere successo in altri campi della vita".
Ingiusto ma legale
A differenza di quanto avviene per religione, razza o disabilità, la discriminazione basata sull'aspetto è legale nella
maggior parte delle giurisdizioni, conferma James McDonald, Jr., socio e dirigente della sede di Irvine di Fisher &
Phillips LLP, studio legale specializzato in diritto del lavoro.
Spiega che Washington, D.C. e Santa Cruz, California sono praticamente le uniche due municipalità in cui la legge
protegge espressamente i lavoratori dalla discriminazione basata sulle caratteristiche fisiche o l'aspetto personale,
eppure ciò non ha impedito ai lavoratori di intentare cause destinate all'insuccesso.
Fortunatamente ad attirare l'occhio non è solo la bellezza esteriore. I ricercatori Markus Mobius e Tanya Rosenblat
hanno scoperto che la sicurezza incide fino al 20% sulla percezione di avvenenza.
Per assicurarvi che l'immagine che trasmettete sia di sicurezza, accertatevi che il vostro atteggiamento non
tradisca nervosismo. Tenete la schiena dritta, la testa alta e mantenete il contatto visivo con i vostri interlocutori.
Ultimo aggiornamento: 21/10/2008 - 2:10 PM