Mobbing. Un osservatorio monitora un problema psicosociale sempre più frequente non solo nei Paesi Anglosassoni, ma anche in quelli del bacino mediterraneo. Vittime "preferite"? Impiegati e diplomati.
Nel nostro Paese, secondo il monitoraggio effettuato dall'Ispesl (l'Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), su 21 milioni di lavoratori le vittime del mobbing ammontano a circa un milione e mezzo; il fenomeno è più presente al Nord (65%) e colpisce maggiormente le donne (52%). Le categorie più esposte risultano gli impiegati (79%) e i diplomati (52%). Per quanto riguarda la durata delle azioni mobbizzanti, il 40% dei casi ha durata da un anno a due anni; il 30% dei casi oltre due anni; il 27% dei casi da sei mesi a un anno. Da recenti studi sullo sviluppo del fenomeno emerge con sorpresa che il mobbing colpisce non solo quadri e dirigenti, bensì anche addetti alle mansioni più semplici. Sarebbero loro le vittime preferite degli abusi psicologici in azienda. Nell'Unione europea le persone vittime di vessazioni sul posto di lavoro sono circa 12 milioni, pari all'8% degli occupati. In testa alla classifica dei Paesi dove più numerosi sono i casi di mobbing si pone l'Inghilterra (16,3%), segue poi la Svezia (10,2%), la Francia (9,9%), Irlanda (9,4%), la Germania (7,3%). L'Italia, con il suo 4%, si pone al di sotto della media europea.