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I cinque errori da evitare in un colloquio

Kate Lorenz, redattore di cbjobs.it

Se a breve vi attende un colloquio importante, cercate di evitare gli errori più comuni. In quale tipologia di persone vi riconoscete? Vi piace divagare, siete un pessimo ascoltatore o semplicemente un bugiardo?

Janet Davies, consulente in management development, ex responsabile Marketing presso Credit Suisse, nonché ex vicepresidente di American Express, ritiene che sia possibile raggruppare i principali errori compiuti nei colloqui di lavoro in cinque categorie.

1. Scarsa preparazione
Afferma Davies: "Non conoscere tutto ciò che comporta una determinata posizione è imperdonabile, soprattutto alla luce dell'enorme quantità di informazioni reperibili in Internet". L'obiettivo principale del colloquio è trovare il candidato ideale. Si tratta di un processo rischioso sia per l'addetto alle selezioni sia per il candidato. Se date l'impressione di non essere interessati all'azienda per la quale dovreste lavorare in futuro, potreste far sorgere dubbi sulla vostra motivazione, il vostro entusiasmo e la vostra dedizione.

"Una mancata preparazione potrebbe farvi perdere l'opportunità di dimostrare che avete le carte in regola per aggiudicarvi la posizione a cui aspirate".

2. Rispondere alle domande in modo inefficace
Rispondere alle domande in modo inefficace può significare fornire risposte troppo brevi o troppo lunghe, oppure fornire risposte inadeguate perché non avete ascoltato il vostro interlocutore con attenzione o non avete chiesto chiarimenti. A volte questi errori sono causati da eccessivo nervosismo, mancanza di esperienza o semplicemente da un atteggiamento arrogante.

Davies afferma: "Naturalmente dovete procurarvi le informazioni che vi consentiranno di ottenere l'impiego. Potete rivolgervi ad un esperto di selezione del personale, che, oltre a fornirvi utili consigli, potrà simulare un colloquio per verificare cha abbiate compreso le regole del gioco. Analogamente, il personale del reparto Risorse umane dovrebbe istruire i giovani manager privi di esperienza a svolgere colloqui efficaci, per evitare che possano compromettere l'immagine aziendale e prendere decisioni inopportune in merito alle nuove assunzioni".

3. Dire menzogne
La gamma di bugie spazia dalle esagerazioni, ad esempio vantare meriti eccessivi per il conseguimento di un obiettivo, alle affermazioni assolutamente fasulle. Queste possono riguardare problemi di salute o le reali motivazioni dell'abbandono dell'attuale posto di lavoro. Va detto comunque che mentire è un processo bidirezionale, continua Davies. "Il selezionatore potrebbe mentire sull'effettiva stabilità dell'azienda oppure sminuire la reale durata dei periodi in cui il candidato dovrà allontanarsi dal luogo di residenza per motivi di lavoro".

In entrambi i casi, mentire avrà necessariamente conseguenze molto negative, danneggiando l'immagine di integrità del candidato o la fiducia reciproca, necessaria per un buon rapporto tra le parti. È un metodo infallibile per compromettere un'offerta di lavoro e far sprecare tempo e energia ad entrambe le parti interessate. "In alcuni casi il rapporti di lavoro è stato interrotto molto velocemente dopo l'assunzione" afferma Davies. "E più tardi emerge la menzogna, maggiori sono le conseguenze che comporta".

4. Dare una cattiva impressione
La prima impressione conta. Arrivare in ritardo, non chiedere scusa per il ritardo, non indossare abiti adeguati, masticare chewing gum, puzzare di alcool o tabacco, non spegnere il telefono cellulare, stringere la mano in modo fiacco, mangiare panini durante l'attesa o l'assoluta incapacità di rapportarsi con il proprio interlocutore sono tutti comportamenti molto comuni e che danno una prima impressione del candidato.

Davies afferma: "Per quanto possiamo cercare di comportarci in modo obiettivo e professionale, in queste situazioni cataloghiamo i candidati in pochi secondi. Una cattiva impressione oppure una serie di segnali non verbali spesso portano le parti a non instaurare un rapporto di fiducia reciproca o a non piacersi. Il resto del colloquio diventa quindi un processo in cui cerchiamo solo conferma delle prime impressioni ricevute e dei nostri pregiudizi. In altri casi entrambe le parti svolgono il proprio ruolo per un periodo di tempo sufficiente a scusarsi in modo cortese".

5. Non mantenere un'impressione positiva
Offrite un'impressione positiva per tutta la durata del colloquio. Evitate di criticare il precedente datore di lavoro o di rivelare informazioni inadeguate, quali ad esempio il record di birre da voi bevute nella vostra pizzeria preferita. Anche un atteggiamento chiuso e difensivo quando vi vengono chieste prove tangibili dei risultati ottenuti non gioca a vostro favore. E infine siate coerenti rispetto al motivo per il quale intendete cambiare lavoro.

Davies conclude: "I selezionatori desiderano trovare i candidati più qualificati e con maggiore esperienza. Tuttavia desiderano anche scegliere persone che siano adatte alla posizione dal punto di vista culturale e siano ansiose di utilizzare il proprio talento in modo efficace nell'ambito della loro organizzazione. L'incapacità di dare questa impressione positiva generalmente porta alla scelta di altri candidati, che forse non brillano sotto tutti i punti di vista, ma che sono in grado di trasmetterla.


Kate Lorenz, autrice dell'articolo, è redattore di cbjobs.it  È esperta in strategie per la ricerca di lavoro, gestione della crescita professionale, selezione e problematiche inerenti il luogo di lavoro.


Ultimo aggiornamento: 05/12/2007 - 10:09 AM