Mister o Coach? Questo è il dilemma semantico! Innanzitutto facciamo chiarezza: il Coach è l'allenatore (quindi il "Mister") e la sua figura nasce in ambito sportivo e assume particolare rilievo nei giochi di squadra.
Negli anni '70-'80 il concetto è stato ripreso e mutuato da professionisti per il settore aziendale. Il Coach è diventato, sopratutto in America, un professionista al servizio dei Manager aziendali. "Allena", nel senso che aiuta i manager a trovare la giusta forma da dare alla loro leadership, per portare la squadra (i collaboratori) al successo. Successo che si dovrebbe tradurre sostanzialmente in due cose: un generale miglioramento in positivo del clima aziendale e un incremento del fatturato.
Quindi l'utilizzo semantico della parola "Mister" fa riferimento all'allenatore nel mondo dello sport, mentre il Coach fa riferimento all'allenatore in campo aziendale. Una dicotomia forse forzata, poiché qualunque squadra sportiva è un'azienda che deve fare risultato.
E che differenza c'è tra un Coach e un Mentore? Il "Mentor" è una persona più matura e più esperta che guida nelle scelte, consiglia, suggerisce. Per usare una metafora, è come un generale che guida i suoi colonnelli. Il Coach invece non suggerisce, non consiglia, non fa, perché sa che le risposte le la persona le può trovare dentro di sè.
COACH IN AZIENDA
Cosa fa il Coach in azienda? Attualmente l'impostazione generale prevede sopratutto interventi di Executive Coach, ovvero coaching con top manager o middle manager. Il Coach fa un accordo con il coachee (il manager) e sulla base di questo "contratto" inizia una collaborazione fatta di incontri vis a vis o telefonici.
Il Coach può essere un professionista esterno dell'IFS (Internationa Federetion of Coach) oppure un manager interno non esiste un "albo" ufficiale di Coach, quindi non c'è una vera disciplinare in merito. Gli incontri sono finalizzati all'individuazione di pochi obiettivi chiari da raggiungere nel breve-medio periodo.
Si lavora quindi sulla leadership, sulle competenze acquisite o da migliorare, sui comportamenti da reiterare o su quelli da eliminare, sempre nell'ottica di creare uno stile di leadership efficace ed efficiente in relazione ai reali e specifici bisogni dell'azienda cliente.
Esistono schede, strumenti metodologici e report dove "mettere per iscritto" gli obiettivi concordati e definiti; e report per analizzare i risultati (feed back del percorso di coaching).
Esistono ottimi strumenti realizzati da Coach professionisti, ma non esistendo un albo professionale, è anche possibile che chiunque si inventi Coach. Per questo bisogna affidarsi a professionisti seri e competenti, diventati Coach attraverso un percorso professionalizzante, che hanno frequentato master in scuole riconosciute e certificate da federazioni internazionali e con un ottimo pedigree da mettere nel curriculum vitae. Diffidate di chi ha ottenuto i titoli attraverso corsi on line o pensa di essere un Coach dopo aver frequentato un seminario residenziale di un week end. Per diventare Coach occorre un lungo percorso professionalizzante e una preparazione sul campo che non è da improvvisati!