1) Quali doti personali sono preferibili per crescere professionalmente nel settore turismo accedendo a ruoli di responsabilità?
Penso che siano più o meno le stesse che sono necessarie per tutti i manager in qualsiasi settore operino, tenendo presente che i problemi di rigidità organizzativa che caratterizzano le imprese italiane appaiono più evidenti in quelle turistiche, per lo più di dimensioni ridotte e per lo più rette finora da imprenditori "fai da te".
Quindi, accanto alla preparazione tecnica, ritengo sia di particolare importanza la flessibilità, la capacità di comprendere le realtà più diverse e di intervenire in esse con molta paziente umiltà.
Perché ciò avvenga è indispensabile una vera passione per questo tipo di lavoro ed evitare ciò che è successo ampiamente in passato e che ancora oggi sta accadendo, cioè che il lavorare nel turismo sia considerato "una seconda scelta", un ripiego per chi non è riuscito a sfondare in settori "più importanti".
Nel nostro paese tradizionalmente il turismo è sempre stato considerato un settore di scarsa importanza e (parole a parte) ancora oggi è così. A livello di governi (centrali e locali) chi si vede assegnato il turismo sente di essere in seconda fila, a livello di istruzione gli istituti e le università per il turismo sono considerati di serie B, a livello economico, nonostante il turismo, con il suo indotto, costituisca il settore che più contribuisce al PIL, non riceve alcuna attenzione. A livello europeo si è dovuto attendere il trattato di Lisbona per vedere la materia trattata in un singolo articolo. Le conseguenze sull'appeal che una carriera nel turismo può avere sono inevitabili e quindi anche sulla qualità del management turistico che, lodevoli eccezioni a parte, ancora non ha una sua collocazione socialmente gratificante.
2) Quali sono i gradini di carriera tramite cui si diventa manager di strutture alberghiere?
Interrogato da uno studente che aveva appena finito un master post laurea in management nel turismo, circa il ruolo che gli sarebbe stato assegnato entrando in una struttura alberghiera, un importante dirigente italiano di una catena internazionale di hotel rispose: "il trasporto dei bagagli dei clienti". Risposta evidentemente provocatoria, alla quale lo stesso dirigente aggiunse: "Ovviamente se hai studiato, sei preparato, sei bravo, hai passione,sei umile e determinato poi puoi prendere il mio posto in breve tempo".
Possiamo dividere le strutture alberghiere (se è consentito l'eccessivo schematismo) in due grandi categorie: quelle familiari, che sono la maggior parte, e quelle grandi, di catena.
Nelle prime è difficile parlare di carriera: i ruoli in azienda coincidono con i ruoli in famiglia.
Nelle seconde i gradini da percorrere sono più o meno tutti. Chi entra in albergo deve partire, giustamente, dal basso, perché solo così capisce come funziona.
3) Che impatto ha avuto sulle professioni legate al turismo la diffusione dei siti per l'acquisto di viaggi online?
Duplice: da una parte ha creato nuove professioni, legate al web, quindi di tipo tecnico. Dall'altra ha mostrato l'esigenza di sviluppare nuove forme di comunicazione che utilizzano la rete.
Vale forse la pena di sottolineare come l'evoluzione di maggior impatto degli ultimi anni in rete, cioè il passaggio dal web 1.0 al web 2.0 e la diffusione dei social network, non costituisca un progresso tecnologico, ma un'evoluzione della comunicazione che utilizza Internet.
Considerato che ormai nessuna impresa (non solo turistica) può fare a meno dello strumento web, dal punto di vista professionale è diventato indispensabile inserire conoscenze di come comunicare in rete, da aggiungere alla comunicazione telefonica, di persona ecc.
4) Quanto interesse sta riscontrando in Italia il turismo sostenibile/responsabile?
Nessuno. Anche perché ancora pochi hanno capito la differenza fra turismo sostenibile, che è quello che devono mettere in atto le destinazioni per poter offrire in futuro quel che offrono oggi (magari meglio) e il turismo responsabile che è l'atteggiamento del turista in viaggio.
Insomma se si vuole uno sviluppo positivo del settore bisogna porre l'accento sul turismo sostenibile, dal quale scaturiscono turisti responsabili (volenti o nolenti). Invece mi sembra che si parli molto di turismo responsabile, che mette in atto lodevoli comportamenti di singoli o piccoli gruppi di viaggiatori il cui impatto sull'ambiente è pressoché nullo.
Penso che si comincerà a fare turismo sostenibile quando non se ne parlerà più, nel senso che il turismo, se vuole essere un'attività anche per il futuro, deve essere sostenibile.